TL;DR Dal 2010 i formati di file sono passati da blob proprietari e centrati sul desktop a contenitori aperti, nativi del cloud e pronti per l’IA. I cambiamenti più importanti sono:
Archiviazione cloud‑first – i formati ora supportano lo streaming, letture parziali e la collaborazione in tempo reale (Google Docs, Office 365). Spinta verso standard aperti – codec royalty‑free (AV1, AVIF, WebP) e formati dati (Parquet, Arrow) dominano per evitare il lock‑in dei fornitori.